martedì 15 novembre 2011

Intervista a Budd Hopkins: Il fine ultimo dei rapimenti alieni


Oggi vorrei segnalarvi sotto gentilissima concessione del giornalista investigativo e ufologo Maurizio Baiata , un'intervista inedita ad un pilastro dell'ufologia mondiale, lo studioso di abduction  Budd Hopkins, recentemente scomparso.

Di seguito il testo iniziale:

"Budd Hopkins, il più famoso esperto americano nel campo delle Abduction, è morto il 21 Agosto 2011, dopo una lunga malattia contro la quale aveva lottato coraggiosamente. Altrettanto coraggiosamente ha condotto la sua lotta contro l’establishment scientifico e politico statunitense che mai ha ammesso le prove, l’attendibilità delle testimonianze e la serietà degli studi condotti da lui e da altri importanti ricercatori. Lo intervistai per la prima volta a San Marino nel 1997 e il testo che qui presento nella sua stesura originale è in gran parte inedito.

Maurizio Baiata: Budd, ti ringrazio per questa intervista e vorrei entrare subito in argomento. Puoi descrivere cosa muove le persone a contattarti?

Budd Hopkins: Le persone non reagiscono immediatamente. Credo che in loro la semplice idea di dover ricostruire certe esperienze crei automaticamente una situazione di disagio. Per questo non si gettano a capofitto nel “programma” e il giorno stesso chiamano l’esperto in abductions.
Ci pensano su a lungo e alla fine, riluttanti, si rivolgono a me per un consulto. I contatti, le lettere e le telefonate che mi giungono non sono mai diminuiti, sin dalla pubblicazione del mio libro “Intruders” nel 1987. La corrispondenza negli anni è aumentata progressivamente e ancora oggi ricevo ogni giorno almeno due nuovi casi che devono essere investigati. Il punto non è però la quantità, ma la qualità. I casi vengono dall’Italia,
dal Sud America, dall’Europa, da tutti i territori degli Stati Uniti. Cerco di mantenermi in contatto con i ricercatori delle varie nazioni, come te, perché se ne occupino. Il numero dei casi però è enorme, stupefacente.

M.B.: : Come è iniziato il tuo coinvolgimento?

B.H.: Con Allen Hynek. Eravamo molto amici. Allen era stato sempre a disagio con le abductions, non gli piaceva riconoscere che avvenivano realmente. Era un uomo meraviglioso, gli volevo bene. E mi diceva “Dannazione, Budd, i risultati della tua inchiesta sono giusti, ma questo proprio non mi va giù! Non riesco neppure a immaginare una cosa del genere!”. Tutto sommato in cuor suo ci credeva, ma ha lottato contro l’idea dei rapimenti sino all’ultimo giorno della sua vita. Non poteva accettarlo, anche se ammetteva che i casi erano consistenti.

Vi invito a leggere il seguito di questa interessantissima intervista sul blog ufficiale di Maurizio Baiata al seguente link, ringraziandolo di nuovo per la gentile concessione


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